Tour degustazione di Orgosolo
A Orgosolo il gusto è una porta d’accesso alla sua cultura.
Un tour enogastronomico non è solo una pausa golosa ma un modo per attraversare con i sensi la storia e l’identità di un territorio profondamente legato alla sua terra.
Si parte dai formaggi, simbolo della cultura pastorale del paese. Le ricotte fresche colpiscono per la loro delicatezza, mentre la ricotta Mustia, leggermente affumicata, riporta subito agli ovili di montagna. I pecorini, dai più giovani al Semicotto fino al Fiore Sardo, restituiscono, morso dopo morso, l’essenza della vegetazione locale, con aromi netti di timo ed elicriso.
Le due cantine di Orgosolo lavorano in altura, fino a 700 metri, seguendo pratiche che privilegiano il lavoro manuale e il rispetto dell’ambiente. I vini sono frutto di un’agricoltura attenta, con lieviti autoctoni e interventi minimi. Oltre al Cannonau, qui si possono scoprire varietà antiche e poco conosciute, come la Grannatza e il Sangue di Cristo.
Anche i liquori nascono da saperi artigianali e piante spontanee raccolte in un ambiente ancora intatto. Elicriso, finocchetto selvatico, mirto bianco e nero e persino zafferano, ogni essenza racconta una parte del paesaggio e delle stagioni.
La cucina orgolese affonda le radici nella tradizione agropastorale. Tra le specialità, la purpuzza, carne di salsiccia cucinata senza budello e sfumata con il vino, è protagonista di primi piatti saporiti o gustata da sola in versione street food. Il panedda, un raviolone unico di Orgosolo, ricorda nella forma una Seada. Il ripieno classico unisce prosciutto locale, casizolu e bietola selvatica, ma non mancano versioni con funghi e formaggio. Vale la pena provare anche la pizza di Su Lizu, dove la ricerca di ingredieti selezionati incontra impasti a lunga lievitazione e farine di qualità.
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