Canto a tenore
OVERVIEW
Il canto a tenore, a Orgosolo, è molto più di una forma musicale, è un’espressione collettiva che accompagna feste, incontri, momenti di lavoro e di condivisione. Una pratica viva, tramandata di generazione in generazione, che continua ad abitare la vita quotidiana del paese.
Nel cuore della Barbagia, questa forma arcaica prende corpo nella voce dei cantori orgolesi, riconoscibili per il timbro profondo e inconfondibile che ha segnato la storia del tenore in Sardegna. Orgosolo è uno dei centri più importanti di questa tradizione, oggi riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Lo è sia per il numero di cantori che ha espresso nel tempo, sia per la qualità e l’intensità delle esecuzioni.
Numerose sono le registrazioni storiche che documentano il canto orgolese, dalle prime incisioni realizzate negli anni Cinquanta dal CNSMP, fino ai dischi più recenti dei gruppi locali.
Il canto si esegue a quattro voci: sa boghe (la voce solista), mesu boghe, contra e bassu. A Orgosolo, anche la mesu boghe ha un timbro gutturale, che conferisce all’insieme un’armonia densa, ruvida, capace di vibrare nella pancia prima ancora che nelle orecchie.
Il repertorio è ampio e stratificato, dai canti profani come sa boghe a sa sèria, sa boghe lestra e su passu torrau, a quelli rituali e religiosi come sos gotzos, s’anninnia a tenore, sos atitos a tataju meu. Ogni forma ha il suo tempo, la sua funzione, il suo respiro.
Ascoltare un canto a tenore a Orgosolo non è solo assistere a una performance: è entrare in una dimensione corale che racconta, in profondità, l’identità di una comunità.
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